STEP #01 - Gli inventori

Se  nel XVIII secolo d.C. la ricerca era stata dominata da dilettanti, eruditi, filosofi della natura, uomini di scienza i quali intendevano la scienza in senso lato, come attività che includeva qualsiasi apprendimento di tipo sistematico. Ecco che il XIX secolo d.C. è l'epoca della seconda rivoluzione scientifica, affiancata dall'istituzionalizzazione dell'insegnamento, da una crescente specializzazione e dalla formazione di una comunità scientifica costituita da professionisti impegnati a tempo pieno. Questo processo di trasformazione è stato caratterizzato dall'utilizzazione di costosi apparati e di laboratori costruiti per il conseguimento di scopi precisi, così come dall'emergere della possibilità di intraprendere una carriera ben definita nel mondo della ricerca scientifica, cui corrispose l'introduzione del termine 'scienziato'.

Concentrandosi sulla seconda metà del XIX sec.: la teoria cinetico-statistica dei gas, la teoria elettromagnetica della luce, la tavola periodica degli elementi chimici e la rappresentazione in tre dimensioni delle molecole (stereochimica) risalgono tutte al decennio successivo al 1870. Il proliferare di teorie, invenzioni e scoperte fu fondamentale per la nascita dell'industri dei coloranti organici (sede dei primi laboratori industriali di ricerca), la telegrafia a grande distanza (da cui ebbero origine la luce e l'energia elettriche) e la manifattura dell'acciaio (stimolo fondamentale per le scienze metallurgiche).

Inoltre, il 1870 fu un anno di svolta nella storia politica, in seguito al quale lo sviluppo della scienza e della tecnologia subì una rapida accelerazione in tutte le regioni del mondo, particolarmente evidente durante la prima metà del secolo successivo. I giapponesi iniziarono ad assimilare con grande rapidità la scienza occidentale e i suoi prodotti, accogliendo esperti stranieri, studiando le lingue occidentali e fondando università (la prima fu istituita a Tokyo nel 1877) e numerose scuole e istituti superiori di studi tecnici. All'inizio del XX sec. il Giappone disponeva già di scienziati di livello mondiale e aveva acquisito un potere economico e militare sufficiente a sconfiggere in guerra l'Impero russo.

Tra il 1870 e il 1900, la trasformazione degli Stati Uniti in paese industriale diede origine alla costituzione di ingenti patrimoni privati, devoluti, in parte, al finanziamento di università che davano spazio allo studio di discipline moderne e che ospitavano osservatori e biblioteche. Fu grazie a questi capitali che, subito dopo il 1900, venne istituita la fondazione per la ricerca fisica meglio dotata al mondo, la Carnegie Institution of Washington.

In Europa, negli anni 1870-1871 si attuò l'unificazione della Germania, fatto che portò all'integrazione economica e alla rimozione delle barriere commerciali in questo paese, oltre che all'intensificarsi della competizione tra le università pubbliche e all'incentivazione a livello centrale delle tecnologie basate sulla scienza. A partire dal 1900, la Germania assunse la leadership mondiale nella costruzione di strumenti scientifici, nella fabbricazione di vetro per l'ottica e di altri prodotti ad alta tecnologia, così come nel campo delle pubblicazioni scientifiche e dell'applicazione della scienza in ambito amministrativo e militare.

Negli Stati Uniti, gran parte della nuova energia era destinata alle industrie elettrochimiche, che se ne servivano per operazioni quali la separazione criogenica dei gas (in particolare ossigeno e idrogeno), la separazione elettrolitica dei metalli (principalmente rame e alluminio), la riduzione termica degli ossidi di metalli che non si trovano liberi in Natura (cromo, manganese, tungsteno, molibdeno), nonché nei processi di produzione di fertilizzanti (nitrati e fosfati), di alcali, e così via. La progettazione e l'esecuzione di tali processi esigeva la cooperazione di chimici, chimici fisici e ingegneri industriali.

Le accademie promuovevano le carriere individuali assegnando premi ed eleggendo nuovi membri. L'Académie des Sciences di Parigi era la più attiva nell'assegnare premi (diverse centinaia l'anno) e nel limitare il numero dei suoi membri (meno di cento, escludendo i corrispondenti). Data la forte coesione del corpo docente francese e la preponderanza dei professori all'interno dell'accademia, molti membri dell'esclusiva Académie erano tra loro in rapporto di parentela sia diretta sia acquisita. La Royal Society era più grande, più democratica e più aperta a persone estranee alla vita accademica e, per tradizione, accoglieva tra i propri membri ingegneri e altri uomini d'azione. Per rendere chiara al pubblico la distinzione tra scienza e tecnologia, la National Academy of Sciences americana invece rifiutò di accogliere il più grande inventore del tempo, Thomas A. Edison (1847-1931).




Bibliografia:

David Knight - Storia della Scienza (2004) : https://www.treccani.it/enciclopedia/la-seconda-rivoluzione-scientifica-fisica-e-chimica-grandi-sintesi_%28Storia-della-Scienza%29/ ;

John L. Heilbron - Storia della Scienza (2004) : https://www.treccani.it/enciclopedia/la-seconda-rivoluzione-scientifica-fisica-e-chimica-la-fisica-e-la-chimica-intorno-al-1900_%28Storia-della-Scienza%29/ ;

Quaderni storici Vol. 17, No. 49 (1), Boschi: storia e archeologia (aprile 1982), pp. 362-366.

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